Lunga Esposizione notturna Chicago

Tecniche fotografiche. Esterno, notte. Lunga esposizione a Chicago

Lunga esposizione a Chicago

Perché scattare una fotografia notturna a Chicago?

Era inverno ed era tardo pomeriggio. Il sole era tramontato da un po’ e la luce era già quella della notte. Chicago è normalmente considerata una città dall’immaginario fumoso e cinematograficamente noir, ma quei tratti quella sera sembravano come amplificati. Eravamo a North Clark Street, una larga e trafficata via della città.

Il freddo e l’aria secca rendevano i colori vividi e l’oscurità carica di venature cerulee. I lampioni della città, quasi di contrasto, erano saturi di tonalità calde. Le luci sembravano così scontrarsi in una danza di opposizioni: colori caldi, colori freddi sembravano rincorrersi.

Perché scattare in lunga esposizione?

Eravamo alla ricerca di una tecnica fotografica che ci aiutasse a rappresentare tutti quegli stimoli visivi e in particolare quella danza, quel movimento di luci che ci appariva carico di significato e visivamente molto stimolante. La lunga esposizione ci sembrò il metodo fotografico migliore per raggiungere il nostro scopo. Ma come metterla in atto?

Differenza tra esposizione e tempo di esposizione

Intanto vediamo di cosa si tratta. Iniziamo differenziando due termini che spesso vengono confusi: “esposizione” e “tempo di esposizione”.

Esposizione

Per esposizione si intende la quantità di luce complessiva che le lenti fotografiche fanno entrare in macchina e che va a impressionare il supporto fotosensibile – nelle macchine fotografiche digitali si tratta del sensore.

Questo valore è controllato da due variabili. La prima è l’apertura ossia la misura in cui si apre il diaframma della nostra lente per far passare la luce (f/1 apertura massima, tanta luce – f/22 apertura minima, poca luce). La seconda è il tempo di esposizione ossia la velocità dell’otturatore che determina la durata di questa apertura (al di sotto di 1/60 si parla di tempi di esposizione lunghi, al di sopra di 1/60 si parla di tempi di esposizione brevi).

Diaframma e tempo di esposizione sono i valori che controllano la luce che andrà a creare la nostra fotografia ovvero la nostra esposizione e sono inversamente proporzionali. Per una foto bilanciata, se aumento il tempo, dovrò diminuire l’apertura e vice versa.

Tempo di esposizione: lunga esposizione

Quindi, quando parliamo di lunga esposizione non ci riferiamo all’esposizione complessiva intesa come luce totale che entra in macchina (apertura + tempo di esposizione) ma soltanto al tempo di esposizione: cioè il tempo per cui decidiamo di far entrare la luce.

Per una lunga esposizione il tempo deve essere appunto lungo, sicuramente inferiore a 1/60 di secondo. Ci serve quindi un cavalletto in modo che la macchina fotografica sia più stabile possibile nel momento dello scatto.

La lunga esposizione:  pratica – primo scatto

Diciamo che in generale quando volgiamo fare una fotografia è per cristallizzare un instante nel tempo. Quella sera a Chicago però non volevamo semplicemente documentare un momento, ma far si che da quell’immagine istantanea emergesse un qualcosa di precario: il movimento di quelle luci che ci sembravano così belle e coinvolgenti; e volevamo vedere i nostri soggetti muoversi in esso.

Setting

Abbiamo iniziato scegliendo un buon posto e mettendo la macchina fotografica su un cavalletto. Poi abbiamo considerato il buio e quindi il fatto che ci serviva più luce del solito. Un modo per ottenere più luce quando si scatta in notturna è aumentare il valore degli ISO, quel parametro che governa il grado di sensibilità del nostro sensore. Abbiamo deciso di aumentare la sensibilità da 200 a 800. Inoltre abbiamo aperto il diaframma a 3.5 facendo entrare molta luce. Poi abbiamo fissato il tempo a 1/25 di secondo.

Risultato

Ed ecco un buon risultato, il taxi sembra muoversi e il paesaggio urbano conserva il suo realismo.

Lunga esposizione
Dati Exif: ISO 800; 18 mm; f/3.5; 1/25 sec

La lunga esposizione:  pratica – secondo scatto

Eppure non riuscivamo a riconoscere nel primo scatto quell’atmosfera che cercavamo di descriverti prima. Volevamo che il paesaggio urbano, pur conservano la sua architettura e definizione senza arrivare a rifrangersi, fosse caratterizzato da un movimento che fosse più avvolgente, capace quasi di trascinare l’osservatore all’interno dello scatto.

Setting

Quindi abbiamo deciso di cambiare leggermente prospettiva. Abbiamo adottato un’inquadratura che ci permettesse di cogliere il transito di un soggetto che si allontanasse da noi e non che si avvicinasse. Abbiamo poi scelto un soggetto più imponente che fosse più funzionale all’idea di trascinare l’osservatore nella foto. Poi abbiamo aumentato drasticamente i tempi di esposizione a 2 secondi. Questo ci ha dato la possibilità di ridurre l’apertura del diaframma a f/22, rendendo le luci più vivide.

Risultato

Ed ecco il risultato in due momenti diversi: uno con il soggetto totalmente in camera e l’altro con il soggetto uscente.

Lunga Esposizione notturna Chicago
Dati Exif: ISO 800; 18 mm; f/22; 2 sec
Lunga esposizione notturna Chicago
Dati Exif: ISO 800; 18 mm; f/22; 2 sec

Ci sembra che entrambi riescano a comunicare quell’atmosfera di cui si parlava: un paesaggio urbano quasi surreale e avvolgente che sembra trascinarci al suo interno.

Un ambiente che, pur conservando la sua struttura e luci marcate e vivide,  riesce a esprimere l’universo immaginativo misterioso che stavamo inseguendo.